Gravi le conseguenze in caso di sversamento e spiaggiamento di prodotti petroliferi: “Corso per volontari di Protezione Civile per la tutela delle coste dalla Marine Pollution”
Interviene Simone Andreotti responsabile della Protezione civile di Legambiente Nazionale
Tre intensi giorni di formazione, un corso organizzato da Domenico Isabella, responsabile di Legambiente sez. Protezione Civile di Lamezia Terme, con l'obiettivo di creare una nuova squadra operativa di volontari che continuerà ad addestrarsi e sarà adeguatamente equipaggiata per intervenire concretamente, a sostegno delle autorità, in caso di spiaggiamento di prodotti petroliferi sulla costa a seguito di incidenti ambientali in mare, una specializzazione unica nel nostro Paese e tra le prime d'Europa. Tra le molte personalità ad aver partecipato c'era anche Simone Andreotti, responsabile della Protezione Civile di Legambiente Nazionale, che ci ha spiegato gli aspetti più importanti di questo corso.
Che dimensioni ha il traffico marittimo petrolifero nel mar Mediterraneo?
<<Il Mediterraneo è uno dei mari che soffre di più il rischio connesso al traffico marittimo soprattutto di idrocarburi e di sostanze chimiche, infatti pur essendo un mare piccolo, ospita il 20% del traffico mondiale petrolifero. Ha un numero elevatissimo di porti e raffinerie quindi ha un traffico di sostanze pericolose consistente>>.
Nel corso tenutosi a Lamezia si è parlato di 27 gravi disastri petroliferi, dalla Haven alla Prestige, ci sono rischi reali che eventi del genere si verifichino nel Mediterraneo?
<<Sicuramente il Mediterraneo rispetto agli altri mari del mondo ha una legislazione più avanzata, che da una parte ci protegge, ma non ci permette di stare totalmente sicuri, cioè sicuramente è possibile, come ci dimostra la cronaca che gravi incidenti si verifichino>>.
Quindi a livello internazionale c'è un'adeguata legislazione che regolamenta il traffico marittimo di rifiuti speciali o pericolosi a tutela dell'ecosistema? La stessa quali carenze e criticità ha?
<<La legislazione è avanzata, ma è molto difficile il lavoro di controllo affinché queste leggi siano applicate da parte delle imbarcazioni. La guardia costiera italiana fa molto bene nelle acque territoriali, ma la cosa si fa più complessa quando passiamo alle acque internazionali. Si dovrebbe fare di più non solo per quel che riguarda il rischio del petrolio, ma anche per ciò che è connesso al cosiddetto bunker, ovvero il carburante che in caso di rottura può portare inquinamenti gravi. Si può fare di più, sia sulla legislazione, sia sul controllo. Quello che cerchiamo di fare noi è essere pronti a rispondere in maniera tempestiva qualora si verifichi l'evento>>.
Sono molti gli incidenti che si contano ogni anno?
<<Sicuramente tra piccoli e grandi ne avvengono molti, in particolare nel Mediterraneo. Spesso anche se sono piccoli sversamenti possono avere conseguenze enormi per le comunità locali, possono mettere in crisi il turismo e la pesca se non si interviene in maniera tempestiva ed efficace>>.
Cosa significa per un ecosistema essere colpito dallo sversamento di prodotti petroliferi?
<<È una minaccia gravissima perché quando il petrolio arriva sulla costa e anche quando sta in mare non permette il passaggio di luce e di aria e quindi uccide gran parte delle specie, compromettendo l'ecosistema. Quello che fa la differenza è poi la tempestività con cui si riesce a rimuovere il prodotto dalla costa e la capacità di ripulire senza mettere in crisi l'ecosistema utilizzando le attrezzature adatte che riescono ad eliminare le sostanze senza uccidere gli animali da acqua>>.
Che ruolo ha il volontario di protezione Civile per la tutela delle coste dalla Marine Pollution?
<<Il volontario ha il ruolo di essere pronto per mettersi a disposizione immediata delle istituzioni per intervenire e pulire realmente la costa dal petrolio, altro compito importante è quello di controllare il territorio e segnalare alle autorità competenti situazioni di illegalità che avvengono per mancata depurazione degli scarichi, per piccoli sversamenti o situazioni di rischio in modo che sia possibile intervenire in modo tempestivo per fermarli>>.
Quanto è importante poter contare su un gruppo di volontari addestrati all'intervento relativo allo sversamento in mare e successivo spiaggiamento dei prodotti petroliferi?
<<È fondamentale perché il personale adeguatamente formato in queste situazioni di rischio è necessario. Senza loro è impensabile operare sia perché si rischia di compromettere l'ecosistema, sia perché quando si parla di petrolio ci si riferisce ad un prodotto nocivo per cui per intervenire su un prodotto del genere si mette a rischio anche se stessi. Avere gruppi specializzati significa intervenire subito, rimuovendo il prodotto pericoloso dalle spiagge, permettendo poi al comune di smaltirla secondo una normativa per rifiuto speciale. Farlo tempestivamente significa non solo alleviare il problema a corto termine, ma permette anche che i danni siano minori>>.
Perchè è importante per i volontari indossare sistemi di protezione individuali durante l'intervento?
<<Una parte della formazione che abbiamo fatto, e gli equipaggiamenti che daremo a i volontari specialmente al gruppo di Lamezia Terme, che è un gruppo operativo concreto, è un'attrezzatura che permette di lavorare con un prodotto che è comunque nocivo. Tutelare la salute dei volontari è fondamentale, non solo devono avere le attrezzature, ma devono saperle utilizzare, è questo che abbiamo voluto trasmettere con questo corso di formazione>>.
Cosa è cambiato dopo l'incidente della Exxon Valdes in Alaska?
<<Con quell'incidente è stata introdotta una nuova cultura, nel senso che ha introdotto tra i danni che crea un evento petrolifero e che devono essere pagati e rimborsati non solo quelli relativi ai costi dell'attrezzatura per contrastare il petrolio, ma anche quelli relativi al danno ambientale, il danno cioè di un qualcosa che non è commisurabile. È un precedente importante, una logica che vede il danno non solo con l'apporto tempo spese immediate che una comunità deve affrontare, ma che prevede un rimborso delle spese per portare gli ecosistemi a livello di qualità e, quindi, per salvarli>>.
In che cosa consiste il metodo Augustus?
<<È il metodo con cui la Protezione Civile italiana si organizza per rispondere in modo tempestivo all'evento calamitoso sia a livello nazionale che a livello territoriale. È un metodo che si adatta sia alla grande emergenza a livello nazionale, sia a quella piccola che gestisce il comune, ed è un metodo che prevede il lavoro coordinato di tutti i soggetti. È un'idea di Protezione Civile che non vede la Protezione Civile come un corpo militare che interviene, ma dell'intero sistema Italia che si organizza per intervenire. È un metodo efficace. Non a caso abbiamo una Protezione Civile che è una delle migliori al mondo>>.
Quanto è importante per gli enti locali essere preparati ad affrontare un'emergenza dopo un disastro del genere?
<<Sicuramente gli enti locali sono un pezzo fondamentale della Protezione Civile e stando sul territorio sono quelli che di fronte a un evento calamitoso di questo tipo, anche piccolo, devono essere preparati a contenere i danni. Su questo i volontari non hanno un ruolo come autorità, perché l'autorità per decidere spetta agli enti locali, hanno un ruolo nel suggerire ipotesi che possono essere risolutive in caso di emergenza>>.
Cos'è un modulo e come viene pianificato dopo un disastro da sversamento in mare e successivo spiaggiamento dei prodotti petroliferi?
<<È ciò che abbiamo insegnato nel corso. Come si organizza il lavoro su un tratto di spiaggia per poter rimuovere il petrolio dalle spiagge in modo corretto, perché poi venga smaltito senza innavertitamente portarlo in zone che non erano state contaminate e prevede una serie di operazioni che permettono ai volontari di decontaminarsi prima di uscire dall'area, con l'obiettivo fondamentale che è la salute dei volontari>>.
Ci sono mai stati episodi di disastri petroliferi di una certa rilevanza nella zona dei mari del Sud Italia?
<< Di rilevanti non ce ne sono stati, ma il problema non va pensato solo per il grande incidente. Spesso i comuni vivono problemi con piccoli inquinamenti. Si pensi semplicemente ad una nave che a largo, anche se è illegale, pulisce le cisterne con acqua di mare e sversa quantità di prodotto, che in tutto il Mediterraneo è una quantità irrilevante. Per un comune che si vede una spiaggia imbrattata può essere un elemento di crisi>>.
Maria Grazia De Sensi
Dal settimanale regionale “Settimana di Calabria”